Legambiente. Rapporto Ecomafia 2026

Legambiente pubblica il rapporto su ecomafie e crimininalità ambientale per l'anno 2025. I reati ambientali accertati in Italia registrano una flessione del 12% rispetto all'anno precedente, attestandosi a quota 35.735 a fronte di un totale di 1.460.611 controlli svolti; tuttavia il fenomeno continua a pesare sul patrimonio naturale e ad ampliare i propri volumi d'affari. Sono quattro segnali principali che indicano questo andamento:

  • contestualmente alla flessione degli illeciti penali, si osserva un incremento dell'11,4% per le sanzioni amministrative, che salgono a 77.895;
  • il settore della gestione illecita dei rifiuti è al primo posto per numero di violazioni con 10.914 illeciti accertati, dato che si accompagna a quello degli incendi negli impianti di smaltimento, saliti a 76 casi con un incremento del 24,7%;
  • si registra un incremento dei reati legati agli incendi boschivi e della vegetazione, saliti a 3.586 contestazioni (+10,7% rispetto all'anno precedente), con una superficie complessiva percorsa dal fuoco superiore ai 90.000 ettari;
  • il volume d'affari illegale tocca gli 11,5 miliardi di euro, rispetto ai 9,3 miliardi dell'anno precedente, un incremento netto di 2,2 miliardi di euro riconducibile principalmente alla gestione illecita dei rifiuti, del comparto agroalimentare e del traffico di specie protette.
La livello territoriale la Puglia si posiziona al terzo posto regionale con 3.601 illeciti accertati.
Nella classifica provinciale Bari si posiziona al sesto posto con 985 illeciti penali.

Per gli approfondimenti si può consultare la fonte e navigare i dati.

Pubblicato il 02 ottobre 2026