AUSER. La condizione abitativa degli anziani 2026
L'Associazione per l’Invecchiamento Attivo (AUSER), in collaborazione con il Sindacato pensionati della CGIL e l’associazione Abitare e Anziani pubblica il rapporto “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità” sulla condizione abitativa degli anziani, basando le sue elaborazioni su dati ISTAT, INPS e MEF. Lo studio esamina tre trasformazioni, demografica, digitale e ambientale, e le loro ricadute su persone anziane, welfare, città e abitazioni: cambiano le strutture familiari e i rapporti tra generazioni, l’accesso ai servizi e la vulnerabilità delle persone fragili agli impatti della crisi climatica. Case e quartieri rappresentano i luoghi in cui queste transizioni si incrociano.
Nel 2025 gli over 65 sono 14,57 milioni (24,7% della popolazione), con una previsione di crescita nel 2040 pari a 18 milioni. Gli over 85 saliranno dal 15,8% degli anziani al 23,7% nel 2080. Gli over 65 soli sono 4,6 milioni, mentre l'Oldest Support Ratio (rapporto tra figli/caregiver di 40-65 anni e over 66) crolla da 1,8 (2016) a 0,96 (2045), segnando il crollo del welfare familiare. Nonostante il 90,7% degli anziani possieda la prima casa, il 54,9% degli immobili ha oltre 50 anni e il 55,7% degli edifici con più di due piani è privo di ascensore. L'alta concentrazione di anziani soli nei primi due quintili di reddito aumenta il rischio di povertà energetica. Infine, per i 3,98 milioni di anziani con gravi limitazioni funzionali, i ritardi nei PEBA aggravano le criticità di accesso ai servizi, con il 50,4% di difficoltà per i pronto soccorso e il 30% per gli uffici comunali.
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Pubblicato il 02 ottobre 2026